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Mogliano panoramica
Mogliano, adagiato tra le valli del Cremone e dell’Ete Morto e con una vista sui Monti Sibillini, è circondato da uliveti che punteggiano il paesaggio e conserva ancora alcuni tratti delle antiche mura e della rocca. Il paese è famoso per il suo fiorente artigianato della lavorazione dei vimini e della pelletteria.

 

 

VISITARE MOGLIANO

Mogliano accoglie il visitatore con un intreccio di storia, arte e antica maestria artigianale, tra panorami suggestivi e atmosfere autentiche.

Dalla balconata all’ingresso del paese lo sguardo corre dai Monti Sibillini ai Monti della Laga, salendo verso la Rocca medievale il panorama si dilata fino al Monte Conero e al mare.

Tra le vie del centro emerge lo scenografico scalone della Chiesa di San Gregorio Magno. La chiesa custodisce tre pale d’altare di Durante Nobili da Caldarola. Poco distante si incontra Palazzo Forti, elegante architettura seicentesca.
Si arriva poi nella piazza principale, dove si affacciano la Chiesa di Santa Maria di Piazza, che custodisce una pala d’altare di Lorenzo Lotto, il MASM – Museo Arte Sacra di Mogliano, scrigno di opere che raccontano la storia religiosa e culturale del borgo, e il Teatro Apollo, gioiello ottocentesco inaugurato nel 1844.
La tradizione si racconta anche al Museo Terre Artigiane, dove materie prime e mestieri dialogano con l’innovazione tecnologica, ambientale e sociale.

Scendendo lungo via Regina Margherita si incontra la monumentale Porta da Piedi, affacciata sulla parete orientale della Chiesa di Santa Maria da Piedi. Nel suggestivo Parco Fluviale dell’Ete Morto, sorge la Chiesa di Santa Croce, luogo di devozione popolare legato a un’antica edicola ritenuta miracolosa.

Nelle botteghe e aziende locali si scopre l’anima manifatturiera del paese: Mogliano è uno dei principali centri italiani per la lavorazione del vimini, conosciuto per la qualità dei suoi intrecci. Imperdibile un assaggio del Piantone di Mogliano, olio extravergine dal fruttato leggero e delicatamente dolce, ottenuto dagli uliveti autoctoni che circondano il territorio.

 

STORIA

Mogliano sorge su un colle a 313 m sul livello del mare e a metà strada tra i Monti Sibillini e la Riviera Adriatica. È uno dei pochi centri della zona, tra Macerata e Fermo, a vantare una propria denominazione già prima del Mille e una continuità d’insediamento certa.

Origini

Le sue origini si perdono nella notte dei tempi, ma recenti scoperte archeologiche, in particolare una stele in arenaria con iscrizione medio-adriatica conservata al Museo Archeologico Nazionale di Ancona, attestano che popolazioni picene abitavano l’attuale territorio di Mogliano nel VII-VI secolo a.C. Queste comunità vivevano in villaggi sparsi sui colli e svilupparono una propria civiltà, poi assorbita dalla cultura romana quando Roma sottomise il Piceno nei primi decenni del III secolo a.C.

Altri reperti confermano la presenza romana nei secoli successivi. È probabile che durante l’età romana il territorio fosse compreso tra le colonie di Urbs Salvia e Pausulae, con piccoli insediamenti agricoli collegati alle due città. Il nome “Mogliano” potrebbe derivare dal gentilizio di un cittadino romano che qui possedeva terre e vi costruì una villa.

Medioevo

Dopo le invasioni barbariche, Mogliano divenne una corte” longobarda, cioè un complesso di possedimenti con centro amministrativo, appartenente al ducato di Spoleto. Nel 705 il duca Faroaldo II ne fece dono all’abate Tommaso dell’abbazia di Farfa, legando per secoli la sua storia alla celebre abbazia sabina.

Dalla fine del XII secolo alla metà del XIV, i signori “da Mogliano” dominarono il castello, dal nobile Fildesmido al più noto Gentile. Nel 1345 divenne signore di Fermo fino al 1355, quando fu sconfitto dal cardinale Albornoz. Con la riforma albornoziana del 1357, Mogliano fu incluso nel distretto di Fermo come uno dei castelli principali. Nel 1569 ottenne autonomia da papa Pio V, ma nel 1578 tornò sotto il dominio fermano.

Tra alterne vicende, il paese si sviluppò pacificamente: le antiche fortificazioni lasciarono spazio a nuove abitazioni, e chiese e campanili sostituirono le torri di guerra. Nel 1744, per aver favorito le truppe austriache in marcia verso il Sud, Mogliano fu dichiarata città con diploma della regina d’Ungheria.

Negli anni successivi alla rivoluzione francese, anche Mogliano tentò rinnovamenti: nel febbraio 1798 fu costituita un’Amministrazione democratica, durata poco più di un anno. Durante l’età napoleonica, il paese fu incluso nel Dipartimento del Tronto; nel 1815, con la restaurazione pontificia, tornò sotto la Delegazione di Fermo, ottenendo infine nel 1828 di entrare a far parte della Delegazione di Macerata.

Risorgimento

Nel periodo risorgimentale, i moglianesi parteciparono attivamente ai movimenti di liberazione. Nella primavera del 1849 elessero un nuovo Consiglio comunale che protestò contro l’occupazione del porto di Civitavecchia da parte delle truppe francesi, e nel 1860 molti si arruolarono nella Compagnia del 1° Battaglione dei “Cacciatori delle Marche”, comandata dal capitano moglianese Cesare Latini.

Dopo l’annessione delle Marche al Regno d’Italia e la divisione della regione in quattro province, il Comune di Mogliano restò compreso nella provincia di Macerata.

Età contemporanea

Infine, dopo l’8 settembre 1943, anche Mogliano partecipò in qualche modo alla lotta di liberazione. Numerose famiglie accolsero e nascosero nelle loro case soldati sbandati, giovani renitenti e prigionieri alleati fuggiti dai campi di concentramento di Sforzacosta e di Servigliano. A Mogliano, la notte tra il 24 e il 25 giugno 1944, nel quartiere generale del Corpo d’Armata polacco, avvenne l’incontro tra il suo comandante Gen. Vladislaw Anders ed il comandante del Gruppo Bande partigiane “Nicolo” Ten. Augusto Pantanetti. Nel corso del quale, tra l’altro, si gettarono le basi per la liberazione di Macerata, che avvenne il 30 giugno. Come altrove così a Mogliano, il 10 marzo 1946 fu eletto democraticamente il primo Consiglio comunale del dopoguerra.

Dopo un cinquantennio di sviluppo che l’ha trasformato in vero “centro artigianale” il paese è divenuto una cittadina, com’è scritto su apposita segnaletica stradale per dare il benvenuto a chi giunge a Mogliano.

 

MULTIMEDIA

cesare bocci

Ascolta l’audioguida di Mogliano letta dall’attore Cesare Bocci:

 

RICONOSCIMENTI


logo pedalandologo piantone Mogliano


 

Il progetto “Intrecciamoci” (CUP: E11C24000030006) è finanziato dalla Regione Marche nell’ambito del PR MARCHE FESR 2021/2027 – Asse 1 – OS 1.2 – Azione 1.2.2 – Intervento 1.2.2.2 – Erogazione di finanziamenti a Enti locali per il dispiegamento nel territorio regionale di servizi pubblici digitali integrati, con il cofinanziamento dell’Unione Europea. L’iniziativa prevede la realizzazione di un portale web turistico multilingue per la valorizzazione del territorio, con una sezione dedicata alle aziende locali, strumenti per la promozione di itinerari ed esperienze per turisti e visitatori, itinerari digitali con tecnologie IoT e realtà aumentata per la scoperta dei principali punti di interesse e esperienze di degustazione di prodotti locali. Contributo concesso: € 45.000,00.