La Chiesa di Santa Maria, risalente al XVI secolo, si affaccia su Piazza Garibaldi. Al suo interno è custodita la celebre pala di Lorenzo Lotto, che raffigura "L'Assunta con i Santi Giovanni Battista, Sant'Antonio, Maria Maddalena e San Giuseppe".
I primi rudimenti della chiesa risalgono al 1420, con la costruzione dell’oratorio della Madonna della Misericordia, eretto dai moglianesi per scongiurare una terribile pestilenza.
Tra il 1532 e il 1542, sul lato sinistro della struttura, fu innalzata una chiesa più grande, a una navata e con soffitto ligneo a cassettoni dorati, mentre l’oratorio divenne una cappella laterale. La nuova chiesa fu dedicata alla Vergine Assunta e, nel 1548, fu dotata di una pala d’altare con ricca cornice in legno, commissionata dallo stesso amministratore della chiesa a Lorenzo Lotto.
Il dipinto, consegnato alla comunità da Durante Nobili, allievo di Lotto, raffigura la “Madonna Assunta in gloria, circondata dai santi Giuseppe, Giovanni Battista, Maria Maddalena e Antonio da Padova”, che simboleggiano i sacramenti della Chiesa. L’opera collega la Vergine in primo piano allo sfondo scenografico attraverso un muro semicircolare, oltre il quale compaiono monumenti antichi; la loro disposizione prospettica simboleggia il declino del mondo pagano e l’avvento della nuova era cristiana. La cornice, in legno dorato, fu realizzata dallo spagnolo Bartolomeo Intaiador de San Cassano.
Nel XVIII secolo la chiesa fu ricostruita a causa dei danni subiti dai vari eventi sismici tra il 1703 e il 1760, con il finanziamento di numerosi lasciti cittadini. Nel 1759 il consiglio comunale approvò il progetto e i lavori furono completati nel 1774.
L’edificio si estende su un’area di 29×35 metri. La facciata originaria dell’oratorio presentava un portale romanico scolpito, murato, e una lunetta dipinta. L’interno dell’oratorio, adibito a sagrestia e cappella, conserva una volta a crociera. Il piano superiore ospita il Museo di Arte Sacra di Mogliano (MASM). L’edificio principale, completato nel XVIII secolo, ha una facciata in mattoni incompiuta. L’interno è organizzato su tre navate in stile sobrio barocco con linee classicheggianti. Gli altari laterali ospitano opere come “La Pietà” (1789) di Alessandro Ricci e “Il Beato Pietro di Mogliano” (1786) di Giovanni Battista Fabiani. La chiesa conserva inoltre la “Madonna del Rosario” di un seguace di Lotto, ancora non identificato, e alcune raffigurazioni della “Madonna di Loreto” (1711) di Francesco Mariani.
Curiosità
La storia della cornice della pala di Lorenzo Lotto è particolarmente affascinante. Realizzata nel 1547, scomparve misteriosamente e per secoli non se ne ebbe più traccia. Fu ritrovata solo nel 1983, quasi 400 anni dopo, in una delle cappelle laterali della Chiesa del Santissimo Crocefisso d’Ete, dove l’originaria decorazione era nascosta sotto uno strato di pittura che la rendeva quasi irriconoscibile. Dopo lunghi restauri, la cornice tornò al suo aspetto originario e nel 2001 fu ricongiunta alla tela. L’evento fu celebrato da numerosi critici d’arte, tra cui l’allora sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi, che ne lodò il recupero e la ricollocazione.