La Chiesa della Madonna dei Prati, o Chiesa della Beata Vergine delle Grazie è un piccolo ma significativo luogo di culto situato in un angolo tranquillo della contrada Prati Grandi. La costruzione dell'edificio risale al XVIII secolo.
La chiesa affiancata da un ruscello e incorniciata da un filare di pioppi è un punto di riferimento per la comunità. Francesco Cornazzani la descrive così:
“In un angolo solitario della contrada detta Prati Grandi, che un perenne ruscello irriga, sotto un filare di pioppi giace questa piccola chiesa sotto il titolo di Beata Vergine delle Grazie, nota più comunemente con quello di Madonna delli Prati, dal nome della contrada stessa.”
Le origini della chiesa non sono documentate, ma la prima notizia certa risale al 1683, quando il Consiglio comunale decise di sistemare una strada nella contrada Prati, dove sorgeva un’edicola votiva. In questa edicola era presente un affresco che veniva considerato miracoloso, attirando pellegrini e infermi in cerca di guarigioni. La tradizione racconta che gli ammalati venivano condotti sul posto e invitati a bere l’acqua del ruscello che scorreva vicino, in segno di speranza e devozione.
Con il tempo la devozione dei moglianesi si fece sempre più intensa e, grazie alle offerte raccolte, nel 1757 fu avviata la costruzione di una vera chiesa per ospitare l’affresco miracoloso. Il percorso però fu accidentato: nel 1812 l’edificio fu saccheggiato e danneggiato, mentre nel 1817 la campana fu rubata. Dopo decenni di abbandono, nel 1989 Maria Teresa Andreozzi ne promosse il restauro, restituendola al culto.
L’interno, semplice ma suggestivo, conserva un unico altare sormontato dal dipinto della Madonna con il Bambino, ormai sbiadito dal tempo. Alla sinistra dell’ingresso si nota una grande lastra di pietra, che la tradizione attribuisce alla demolita chiesa di San Michele in Templano.