Domenico Peruzzini (1602 – post 1675), maestro del Seicento marchigiano, ha lasciato a Mogliano opere di grande spiritualità. Le sue tele, tra manierismo e barocco, si ammirano nelle chiese di Santa Colomba, di Santa Maria di Piazza e nel MASM.
Il suo stile, sospeso tra il rigore manierista e le prime suggestioni barocche, si riconosce nella compostezza delle figure, nella misura dei gesti e in una luce calda che avvolge le scene sacre, creando atmosfere intime e spirituali.
Mogliano conserva un’importante testimonianza della sua arte. Nella chiesa di Santa Croce d’Ete, si trova la “Madonna con Bambino e Santi”, opera firmata e datata da Peruzzini. È una tela di rara eleganza: le figure slanciate, la cura nei dettagli, la disposizione armonica dei personaggi parlano di un artista colto e raffinato, capace di unire narrazione e devozione.
Nel centro storico, nella chiesa di Santa Colomba, sono presenti altre opere attribuite a Peruzzini. Una tela, piuttosto danneggiata, raffigura “San Bernardino da Siena e San Giacomo della Marca” ed è citata già nel 1769 dallo storico Giuseppe Carnili. A questa si affiancano un “Sant’Antonio da Padova” del 1664 e tre dipinti riscoperti dopo indagini diagnostiche: “San Luigi IX”, “San Pietro d’Alcantara” e “L’Angelo custode”. Tutti questi lavori mostrano lo stesso stile sobrio ma espressivo, con figure solenni, sguardi intensi e una tavolozza calda e armoniosa.
Un’altra opera attribuita a Peruzzini è la “Trinità”, custodita nella Chiesa di Santa Maria di Piazza. Anche questa testimonia la centralità della committenza religiosa nella vita artistica del borgo.