La storia di Palazzo San Michele, sorto nel Settecento fuori Porta Roma, è legata all’esigenza di un ospedale a Mogliano. L’edificio conserva ambienti d’epoca e dipinti di Giambattista Fabiani, destinati a uso sociale.
Nel 1385 Bonconte di Ruggero lasciò 100 fiorini d’oro per fondare un ospedale a Mogliano. Il primo aprì nel 1432 grazie all’eredità di Giovanni Blanchi, nella sua casa accanto all’Oratorio di Santa Maria di Piazza e prese il nome di Ospedale di Santa Maria. Nel 1468, con l’unione dei beni di San Michele in Templano, fu chiamato Ospedale di San Michele.
Nel 1754, per l’ampliamento della chiesa di Santa Maria di Piazza, l’edificio fu demolito e trasferito in una casa donata da Lorenzo Arriva. La sistemazione, ritenuta precaria dall’arcivescovo di Fermo durante la visita del 1765, rese necessaria la costruzione di una nuova sede.
Il nuovo edificio fu costruito fuori da Porta Roma, detta anche Porta da Capo, nel luogo dove sorgeva una piccola chiesa. La prima pietra venne posta il 17 giugno 1776 e, dopo alcuni rallentamenti e difficoltà, i lavori furono completati nel 1785. Il progetto sarebbe stato affidato a Luigi Giannetti, mentre la direzione dei lavori fu curata dal nobile Ermenegildo Chierichetti.
All’interno, il piano superiore conserva ancora l’aspetto originario; quello inferiore, pur rimaneggiato, è stato valorizzato da un’architettura che si armonizza con l’antico. Nella grande camerata al primo piano si conservano due dipinti a tempera del moglianese Giambattista Fabiani (1724-1791): uno raffigurante il Crocifisso con l’Addolorata e l’altro, sul soffitto, dedicato a San Giuseppe. Dai soffitti pendono lampadari di Murano, mentre la monumentale scala è opera dell’architetto Luciani.